|
|
|
Dal "Corriere della Sera" di maggio 2004
Un regolamento dovrà chiarire la nuova normativa Legge obbliga al deposito legale dei siti web Tutti i creatori di un sito .it potrebbero essere tenuti a inviare indirizzo e contenuti alle biblioteche di Roma e Firenze
ROMA - Una legge poco chiara. Che rischia di produrre effetti paradossali se un successivo decreto attuativo non provvederà a chiarire gli aspetti oscuri. Il provvedimento discusso e su cui punta il dito l'Unione consumatori è la legge n. 106/2004 che ha modificato le vecchie norme ai fini di controllo delle notizie sovversive realizzate in epoca fascista. NUOVA LEGGE - A causa della nuova legge fra 6 mesi chiunque abbia un sito internet con informazioni a disposizione del pubblico rischia infatti di dover inviarne il contenuto alle due Biblioteche centrali di Firenze e di Roma, altrimenti potrebbe essere punito con una multa fino a 1500 euro.
«Centinaia di migliaia di
utenti con un sito Internet - scrive l'Unione Consumatori - dovranno
inviare ogni anno alle due Biblioteche centrali, per e-mail o dischetto,
informazioni che per lo più cambiano o vengono aggiornate continuamente e
che sono già a disposizione del pubblico. Oltretutto, le due Biblioteche
centrali di Firenze e di Roma non avranno materialmente la possibilità di
gestire e catalogare la massa enorme di informazioni provenienti da
centinaia di migliaia di siti e tutto si risolverà in un obbligo inutile e
fastidioso». NODO DA SCIOGLIERE - Il nodo da risolvere (e si spera che avvenga con il regolamento attuativo della legge) è l'identificazione di quello che la legge definisce «documenti destinati all'uso pubblico» una dizione che se interpretata in maniera estensiva includerebbe di fatto ogni tipo di sito internet realizzato nel nostro Paese. Un'interpretazione meno estensiva però potrebbe limitare l'obbligo esclusivamente ai siti di carattere commerciale e/o informativo. Il regolamento dovrà chiarire il dubbio. Corriere.it |