Testata Veglie News

Da "Il Messaggero" di Venerdì 16 aprile 2004 - articolo di Claudio Rizza

 

Notizia o Reality Show

   C'era una volta un Paese dove, di fronte ad una notizia grave, la tv di Stato interrompeva le trasmissioni e dava subito la linea ad uno speciale del Tg. Informati gli italiani su quanto stava succedendo, in quel Paese, accadeva che si aprisse subito un dibattito, o all'interno del telegiornale, o con una diretta arricchita da pareri e collegamenti. Le trasmissioni di approfondimento sarebbero corse in aiuto, cambiando le scalette e sviscerando l'argomento.

C'era una volta. C'è stavolta invece un Paese dove tutto sembra girare al contrario. Vengono rapiti in Iraq quattro sconosciuti che fanno le guardie del corpo e la loro vicenda, a caldo, è vissuta dai governanti con il distacco e il fastidio di chi sembra pensare: se la sono cercata, non ce li abbiamo mandati noi. Nel contempo spariscono due signori dei servizi segreti che, miracolosamente, si ritrovano di nuovo liberi. Poi succede che Bruno Vespa, giornalista di fiuto, organizzi una puntata sugli ostaggi, invitando il ministro degli Esteri e i parenti delle "vittime ". Mentre Pippo Baudo va in onda con i David di Donatello, arriva la notizia che uno degli ostaggi forse è stato ucciso. Fabrizio del Noce, direttore della Rete Uno, decide (giustamente) di interrompere la premiazione e di riprendersi la linea. Ma non la da al Tg, che ha la Gruber già collegata da Bagdad. La passa al salotto di Porta a Porta dove siedono gli ospiti di Vespa. La regola aurea del giornalismo - «i fatti separati dal commento» - viene stravolta. Accade che la notizia la dia Vespa e che, all'interno di Porta a Porta, finalmente ci si colleghi con lo speciale Tgl dove Lilli Gruber ripete pari pari quello che ha appena detto nel salotto di Vespa. Sarebbe stato così semplice far parlare il Tgl e poi, all'interno di questo, dare voce a Vespa e ai suoi ospiti, avere una battuta di Frattini e rimandare i telespettatori alla visione di Porta a Porta.

Così succede che il "talk show" si travesta da tg e diventi, suo malgrado, un "reality show": la notizia dell'uccisione dell'ostaggio - di cui ancora non si conosce il. nome - trasforma i familiari presenti o collegati con lo studio in macabri attori di una roulette russa in diretta: chi di loro sta per diventare vedovo o orfano? Altro che Grande fratello. E nessuno sembra rendersi conto di questa situazione incredibile. Dev'essere l'effetto della tv di oggi, che mischia sacro e profano, verità e menzogna, sogno e incubo, spesso trattandoli allo stesso modo. Nessuno che si alzi e se ne vada, colpito dalla gravità della notizia e dall'angoscia che questa produce. Ipnotizzati davanti alla telecamera. Poi viene, fuori il nome dell'ucciso, e il fratello di un ostaggio, che è ancora vivo, chiede piangendo aiuto: «Ma a noi chi ci terrà informati?». Frattini risponde che c'è un numero verde. E infatti i numeri verdi sono famosi e pieni d'umanità nel rispondere a chi li chiama. I parenti di Fabrizio Quattrocchi giurano, irritati: lo abbiamo saputo dalla tv, nessuno ci ha informati.

Ora è scoppiata la polemica sulla presenza di Frattini in tv. Il ministro avrebbe dovuto restare nel suo ufficio? Ripensando a ciò che è successo e che succede sotto i nostri occhi, le domande sono molte di più, si moltiplicano. Uno solo ha fatto un figurone, ieri. Fabrizio Quattrocchi, che prima di morire ha tentato di togliersi il cappuccio e ci ha riscattati: «Vi faccio vedere come muore un italiano».

di Claudio Rizza