|
|
|
Dal Nuovo Quotidiano di Puglia di Venerdì 5 Settembre 2003 Il presidente della Camera di Commercio di Lecce, Sergio d'Oria, lancia un grido d'allarme «Un turismo di qualità, altro che sagre e B&B» La cosa che più lo fa sdegnare è che si cerchi di far passare per attività imprenditoriale ciò che non lo è affatto («E non perché lo dico io, ma perché così dice la legge»). Mentre la cosa che più lo preoccupa è il cammino verso un turismo di basso rango che rischia di intraprendere il territorio («Dov'è la qualità in tutto questo?»). Il presidente della Camera di Lecce Sergio D'Oria lancia l'allarme sulle attività di Bed & Breakfast, che non solo metterebbero in campo una concorrenza sleale nei confronti delle tradizionali strutture di ricezione, ma che il più delle volte opererebbero in un regime di completa anarchia, che sfiora l'illegalità. Ma più che con gli operatori del B&B, il presidente se la prende con coloro che promuovono corsi professionali per questo settore, «quasi si trattasse di una vera attività imprenditoriale, mentre così non è». Il riferimento è ai corsi che l'Ifoa, con i finanziamenti del Por, farà partire a breve in diverse città pugliesi. L'iniziativa è rivolta a 120 donne imprenditrici residenti in Puglia. «Imprenditrici? - esordisce il presidente D'Oria - Ma qui stiamo impazzendo tutti quanti. Io sono seriamente preoccupato. Per la legge regionale il Bed and Breakfast non è un'attività imprenditoriale. Non lo è per definizione e non lo è nei fatti. Il servizio deve essere saltuario e deve essere assicurato attraverso la normale organizzazione familiare. Io non ho nulla contro il B&B, purché si rispetti lo spirito che ha dato vita alla legge e che era quello di riqualificare, strappandole all'abbandono, grandi dimore, magari caratteristiche, abitate solo da una a poche persone. Invece i Bed and Breakfast in pochi anni sono sbucati come funghi in tutto il Salento e non so quanti di essi rispettino i requisiti richiesti dalla normativa, tra cui l'obbligo di dimora per il proprietario della casa che accoglie gli ospiti. In sostanza, il più delle volte, questi B&B sono dei semplici affittacamere. E nemmeno regolari, visto che gli affittacamere devono rispettare una serie di obblighi». La differenza non è poca, considerato che le strutture di B&B (che dovrebbero fornire anche la prima colazione) godono di una serie di agevolazioni fiscali e per essere avviate non hanno bisogno di alcuna autorizzazione: gli interessati devono solo presentare al Comune di appartenenza una dichiarazione di inizio attività. «Io riconosco ai Bed and Breakfast il "merito" di aver coperto con la loro proposta una carenza di posti nell'offerta turistica - continua D'Oria -, ma questo non ci deve impedire di avere un giudizio oggettivo su queste strutture. Un'ispezione dei Nas ha scoperto che un agriturismo su tre non è in regola. Mi chiedo: cosa uscirebbe fuori se gli stessi controlli si facessero anche per i B&B? I nostri albergatori e i nostri ristoratori sono sempre sotto torchio, sempre con i controlli dietro la porta. Devono fare i conti con il fisco, con i contratti di lavoro per i loro dipendenti. Invece i titolari di Bed and Breakfast non hanno partita Iva, non rilasciano ricevuta fiscale, ma soprattutto non sono sottoposti ad alcuna vigilanza. Così rischiamo di incentivare attività illegali, un businnes che sarà pure florido, ma che è sommerso. Tutto questo non mi sembra corretto nei confronti di chi fa dei servizi turistici la propria attività imprenditoriale». E il punto non è solo questo. «Non possiamo certo contare sul Bed and Breakfast per incentivare il nostro turismo che ha bisogno di servizi, infrastrutture e di qualità. Sarebbe un turismo di basso rango. Tra l'altro, da un'indagine pubblicata di recente sul "Sole24Ore" i B&B pugliesi sarebbero agli ultimi posti in Italia. Lo stesso discorso vale per le Sagre, che pure la Camera di Commercio sostiene: ce né una, o più di una, in ogni paese. L'anno prossimo faremo una riflessione seria su questo, dando il nostro appoggio solo a quelle manifestazioni che veramente hanno una tradizione alle spalle e che non sono state inventate sul momento solo per motivi di lucro». Ma il vero sassolino nella scarpa del presidente è rappresentato da questi corsi dell'Ifoa. «Assolutamente inutili e fuorvianti. Ho dato un'occhiata al bando. Tra i requisiti si chiedono conoscenza di una lingua straniera, capacità organizzativa, attitudine imprenditoriale. L'unico vero requisito non viene richiesto: la disponibilità di almeno una camera da letto nella propria abitazione». di Anna Rita Invidia |