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Da "La Gazzetta del Mezzogiorno" di mercoledì 9 febbraio 2005
Il tar di Lecce contro la riforma Moratti Alla scuola elementare «bocciato» il tutor tornano i tre insegnanti
LECCE - Il Tar «boccia» il tutor e «promuove» i tre insegnanti. Il giudice amministrativo interviene per precisare le corrette modalità di applicazione della riforma Moratti nella scuola dell'infanzia e del primo ciclo d'istruzione. Forse è la prima volta in Italia. E la sentenza è stata emessa dalla Seconda sezione del Tar di Lecce che ha accolto il ricorso presentato dai genitori degli alunni del Secondo circolo didattico di Francavilla Fontana, in provincia di Brindisi. In nome della continuità didattica ed educativa, mamme e papà si sono opposti all'introduzione della figura del maestro prevalente nelle classi non iniziali, cioé dalla seconda alla quinta. Prima di andare avanti, però, occorre fare un passo indietro. Fino all'anno scorso i modelli didattici prevedevano nelle scuole elementari la compresenza di tre insegnanti con pari responsabilità. Da settembre, però, è entrato in vigore il decreto applicativo della riforma Moratti che prevede l'introduzione del tutor nelle classi elementari. La conseguenza è stata la scomparsa del modulo collegiale. Non più tre insegnanti, ma un maestro prevalente. Non più un insegnante di discipline antropologiche, uno di matematica ed un altro delle materie residuali, ma la figura di un tutor che avrebbe insegnato tutto, tranne la matematica affidata ad un altro maestro. A Francavilla Fontana, nonostante la strenua resistenza dei genitori, l'applicazione della riforma Moratti c'è stata anche nelle classi non iniziali, cioè non solo nelle prime, ma anche in quelle già attivate con il vecchio ordinamento. Contro la decisione del collegio dei docenti i genitori si sono rivolti al Tar. E, assistiti dall'avvocato Mario Filomeno, hanno chiesto l'applicazione di una norma transitoria che prevede la non introduzioni della figura del tutor per le classi non iniziali, allo scopo di salavguardare la continuità didattica-educativa. «La scomparsa di un terzo insegnante - ha sostenuto l'avvocato - è pregiudizievole per l'insegnamento e l'equulibrio psicologico degli alunni. E comunque la disposizione transitoria prevede espressamente che l'istituzione del tutor non venga introdotta per le seconde, terze, quarte e quinte classi che debbono esaurirsi secondo il vecchio ordinamento».
E il Tar ha dato ragione ai
genitori. «La sentenza - conclude l'avvocato Filomeno - è una soddisfazione
dei genitori costretti a percorrere la via giudiziaria per ottenere
l'affermazione di un principio che era chiaro nella legge». Gianfranco Lattante |