Articoli e Commenti sui PIRP  

 

 

articolo da La Gazzetta del Mezzogiorno di mercoledì 12 novembre 2008 a firma di Katia Manca

Diventa una certezza il piano d'intervento per il quartiere "San Francesco"

La periferia più vicina alla città grazie al finanziamento dei Pirp

VEGLIE -  Il quartiere periferico "San Francesco" cambia veste grazie ai "Programmi integrati di riqualificazione delle periferie (Pirp).

«Dopo l'ufficializzazione della graduatoria provvisoria per il finanziamento dei Pirp, approvata dalla Giunta Regionale - dichiara il primo cittadino Fernando Fai - è divenuta certezza la possibilità di realizzare il progetto di due milioni di euro sul nuovo piano di sviluppo e di rigenerazione urbanistica ed ambientale del quartiere periferico "Sari Francesco". Gli interventi -continua il sindaco - che saranno realizzati su un'area di 34,36 ettari, trasformeranno il quartiere rendendolo non più "isolato" rispetto al resto del centro abitato, ma perfettamente integrato e, al contempo, funzionale rispetto alle dinamiche di valorizzazione delle potenzialità sociali, culturali ed economiche dell'intera comunità».

L'area interessata racchiude le zone di via Pescara e via Cavalcanti, via per Monteruga, via vicinale Portoncelli ed infine via Convento. Nello specifico le principali opere previste: costruzione di due palazzine, dotate di impianti fotovoltaici, a due piani, più un piano interrato (i piani interrati saranno destinati a box-garage; i piani terra a due alloggi per disabili e ad ambienti per attività extra residenziali; i primi piani sono destinati a quattro alloggi di edilizia residenziale pubblica); opere di urbanizzazione primaria; lavori di manutenzione straordinaria dei vecchi alloggi dell'Istituto Autonomo Case Popolari (lacp) delle palazzine di via Istria e di via Di Vittorio (da realizzare attraverso cofinanziamento dello lacp per 200mila euro e del Comune per 95mila euro); bar-ristoro con annessa area giochi per bambini e anziani (da realizzare con finanziamento privato di 65mila euro); impianto sportivo completo di due campetti di calcio, di spogliatoi e servizi igienici (finanziamento a carico di soggetto privato proprietario dell'area).

Katia Manca

 

articolo dal quotidiano del mattino  "il Paese Nuovo" di domenica 18 marzo 2007 a firma Salvatore Favale

PIRP - Un nuovo rinvio per sostenere i comuni volenterosi?

In un una nota pubblicata domenica 4 marzo sul nostro giornale, evidenziavamo la necessità che il percorso del Pirp Puglia, in scadenza il 3 aprile prossimo, avesse potuto disporre di un ufficio di regia tecnica e assistenza per i Comuni, fino alla consegna delle proposte. Sembra quasi che a Bari abbiamo letto il nostro articolo perché è subito giunta, un po’ inaspettato, un invito rivolto ai comuni pugliesi, ai loro dirigenti e ai responsabili dei settori sportivi e di servizio sociale, per partecipare, venerdì 17 marzo, a un incontro pubblico relativo alla attivazione degli spazi sportivi all’interno dei Pirp.

L’incontro è stato promosso dall’assessorato regionale alla Trasparenza e Cittadinanza attiva; oltre all’assessore al ramo, Prof. Guglielmo Minervini, partecipa l’assessore all’assetto del territorio. Prof.ssa Angela Barbanente, il presidente del CONI Puglia, Elio Sannicandro, accompagnato da un esperto del Centro studi del Coni di Roma; partecipa inoltre il Prof. Franco Chiarello, sociologo dell’Università di Bari. L’occasione è ghiotta per cercare di sciogliere i nodi che si sono trovati davanti i progettisti dei vari comuni, quando hanno programmato di riqualificare tante squallide periferie con verde connettivo e attivazione di spazi sportivi.

Purtroppo non è stato utilizzato appieno il sito creato e messo a disposizione dalla regione per far parlare tra di loro i vari attori del proposte, cioè i comuni e i loro progettisti. Abbiamo comunque potuto apprendere di alcune “denunce” circa il metodo sbrigativo, certamente non aperto seriamente alla partecipazione, seguito da alcuni enti locali, ma è mancato, o è stato molto poco sviluppato, lo scambio di informazioni sui punti “critici” del Bando. Evidentemente si ha paura di mettere in piazza i problemi, confidando nella sorte benevola che permetta al proprio comune e/o al proprio progetto di essere comunque sostenuto da un punteggio che lo inserisca tra i vincitori del bando.

Ultimo problema, che sta pesando come una cappa anche sui comuni che hanno attivato una reale partecipazione dei cittadini, per tentare di condividere con loro, abitanti del quartiere, le scelte progettuali di riqualificazione, i tempi amministrativi. Altro che burocrazia francese importata in Italia da Napoleone! Da noi, fatta eccezione per alcuni comuni che sono da invidiare, la cosiddetta burocrazia, quando non frena i processi di avanzamento civile, non li aiuta; quindi i tempi per ogni deliberazione si allungano e la fatidica data del 3 aprile sta arrivando. La Giunta Regionale dovrebbe varare un provvedimento chiesto dalla varie associazioni, Anci Puglia in testa, per un breve rinvio che permetta ai comuni che hanno lavorata sui Pirp e sui processi di partecipazione, di chiuderli in maniera corretta e dignitosa; e questo sia per evitare che una distrazione dovuta alla fretta faccia perder preziosi punti di qualificazione, sia per spingere ancora di più sulle forme di partecipazione dei cittadini, che devono andare oltre la fase progettuale, e oltre quella realizzativa cui tutti aspirano, per accedere poi alla fase partecipativa gestionale che possa anche veder posti di lavoro creati “in loco” per gli abitanti del quartiere.

Veglie, uno dei comuni leccesi che tanto si è impegnato e speso per un reale processo partecipativo, chiude intanto domenica 18 marzo le assemblee con gli abitanti del quartiere, con una riunione festosa presso la sala del complesso Fiera, dove saranno proiettati documenti sulla partecipazione, lavori e proposte delle scuole e delle associazioni culturali, e una prima sintesi delle scelte condivise che, approvata dalla Amministrazione Comune approderà a Bari entro il 3 aprile….. o data successiva.

Salvatore Favale

 

articolo dal quotidiano del mattino  "il Paese Nuovo" di martedì 6 marzo 2007 a firma Salvatore Favale

I Pirp e la scommessa vincente

La domanda su questo nuovo strumento messo a disposizione dei Comuni pugliesi dall'Ente Regione non deve suonare strana; e cercheremo di spiegare il perché. Sul tema, e su un altro quotidiano pugliese, il 21 febbraio u.s. ha argomentato un noto professionista leccese, preoccupato del fatto che, attraverso i PIRP, si stia procedendo per un reale recupero della marginalità sociale, con l'indispensabile e vero coinvolgimento dei cittadini. Diciamo subito che un buon professionista, chiamato da un Ente locale a redigere un programma integrato di riqualificazione di una periferia - P.I.R.P. insomma -  deve sapere prospettare agli amministratori  tutte le difficoltà del caso, sia pure ad un livello di generalità, se non conosce a priori il quartiere indicato. E gli amministratori "volenterosi", che lo hanno chiamato e incaricato di coordinare ogni iniziativa utile a conseguire l'obiettivo, pensano, nella generalità dei casi, a una forma di progettazione nuova e indispensabile per accedere ai finanziamenti regionali e ai successivi fondi europei del prossimo sessennio, ma pur sempre incanalabile nei soliti sistemi. Partono i lavori preparatori progettuali e di partecipazione sociale, e fanno capolino le prime gelosie "interne" dei vari uffici, che temono di essere escluse dalla divisione di chissà quale tesoro ma coinvolti solo per fornire dati, statistiche, documenti  etc...

Ma c'è dell'altro. Se viene attuata veramente la partecipazione della gente insediata, si conseguono inevitabilmente grandi soddisfazioni "politiche'", intendendo l'aggettivo nel senso più autentico. La gente non è stata quasi mai invitata a partecipare veramente ad un processo decisionale, dal momento dell'invenzione a quello della gestione della "cosa" e, appena si appropria del concetto, da il meglio di se e partecipa veramente. Sorgono però, lungo il cammino, delle immancabili difficoltà tecniche, non insuperabili, ma che richiedono applicazione - anche dei politici - tempo da spendere, soluzioni da individuare e portare a compimento. Si pensi al problema della partecipazione di privati e cooperative edilizie, quando mancano i suoli delle  167 o costano molto. I famosi uffici "gelosi" cominciano a fare spallucce e gli amministratori a indietreggiare "spaventati" da questo strano nuovo sistema che, fosse in loro, riporterebbero subito alla vecchia normalità del finanziamento, opera per opera, con relativo incarico professionale e cantiere, forse inutile, ma subito aperto. Ci risulta che alcuni comuni salentini, e non solo, che erano partiti con buone intenzioni, si stanno già ricredendo e rinunciando; senza avere capito che al prossimo bando, le modalità di accesso saranno le stesse, perché ormai la filosofia della spesa per gli interventi pubblici che transitano dalla Regione Puglia, sarà indirizzata sempre verso programmi integrati;  gli assessori regionali lo hanno detto e ridetto ad ogni occasione. Una critica però forse è giusto muoverla pure al Bando così come è stato formulato. Certamente sono errori da ''prima volta" e, come tali, accettabili e scusabili. Anzitutto, dopo la meritoria opera di sensibilizzazione effettuata in tutte le province pugliesi, manca alla fine un ufficio di "accompagnamento" alla progettazione sul campo, quella vera; un ufficio con più persone molto esperte e e qualificate  e non composto da dipendenti  appena assunti, presi a caso. E poi, la prossima volta, forse sarebbe meglio pensare ad una fase di sgrossatura iniziale, con l'accoglimento di proposte grafico-economiche di larga massima, ma con tutti i problemi reali sul tappeto e conclusi con la proposta progettuale e il suo iter per giungere alla conclusione. Su questa fase la Regione potrebbe ammettere o meno alcune proposte, senza graduatorie, e finanziarne il passaggio al vero progetto preliminare, con una qualche forma di finanziamento di incoraggiamento. Salvo poi a decidere sull'ammissibilità finale, con relativa graduatoria. La prima scrematura avverrebbe dopo che il Comune si è posto in sede progettuale i problemi veri del "caso" e ha deciso se andare avanti o, quantomeno, sapere dall'Ente superiore se è fattibile il processo intrapreso per il proprio comune e decidere di conseguenza.

Per la partecipazione analizzata dall'Architetto leccese, la stessa dovrebbe essere una "conditio sine qua non" perché il progetto venga ammesso all'esame regionale e, di conseguenza, assegnarle ben altra e rilevante premialità, rispetto agli attuali 15 punti, rapportati ai 170 complessivi. Altrimenti non si capirebbe tutto lo sforzo organizzativo, umano ed economico affrontato, d'intesa con l'assessore A. Barbanente, dall'assessorato  alla Trasparenza e Cittadinanza attiva! 15 punti non valorizzano e non premiano abbastanza la partecipazione della cittadinanza attiva! La gente l'ha saputa apprezzare e vivere come si sta verificando nei comuni che la stanno attuando come Veglie, Tricase ed altri.
 

Arch. Salvatore Favale

articolo da La Gazzetta del Mezzogiorno di venerdì 9 marzo 2007 a firma di k.m.

Riqualificazione periferica due incontri in via d’Istria

VEGLIE - Continuano gli incontri tra tecnici e cittadini per i programmi integrati di riqualificazione delle periferie. Il bando di riqualificazione integrata dei quartieri, indirizzato dalla Regione Puglia ai Comuni, sottolinea l’importanza della partecipazione degli abitanti, finalizzata a garantire interventi che rispondano ai loro bisogni, a migliorarne la qualità della vita e la sicurezza, specie con riferimento ai bambini, agli anziani e ai diversamente abili.

L’obiettivo dei Pirp è la promozione della rigenerazione ecologica della città, prevedendo azioni atte a garantire il risparmio dell’uso delle risorse naturali, il riuso delle aree dimesse.

Nella cittadina, l’area individuata per la riqualificazione è quella compresa tra l’ex convento francescano, le case popolari di via Istria e la strada per Monteruga. «La zona scelta - dice l’architetto Salvatore Favale, componente dello staff del sindaco Fai, coordinatore unico del progetto Pirp - corrisponde ai requisiti del Bando: un’area libera da costruzioni, ma pregnante di significati culturali. E i cittadini residenti, sono entusiasti perché consapevoli che il progetto di riqualificazione porterà grandi benefici. Lo scopo è quello di costruire un percorso insieme che si concluderà in un progetto fisico, urbanistico, edilizio e di servizi. Idee nuove per grandi progetti».

I cittadini sono invitati a partecipare agli incontri all’aperto che si terranno nei pressi delle case popolari di via Istria nella mattinata di oggi e di domani, alle ore 11,30.
 

di k.m.

articolo dal quotidiano del mattino  "il Paese Nuovo" di martedì 27 febbraio 2007 a firma Salvatore Favale

Veglie e la progettazione partecipata per i Pirp

L'occasione ci viene fornita dai comunicati emessi nelle ultime settimane da numerose amministrazioni comunali del Salento, tutte riguardanti il Pirp. L'ultima, in ordine di tempo, la leggiamo sul sito del Comune di Veglie. L'intera giornata di venerdì 23 Febbraio è stata dedicata, a Veglie, ai Laboratori di Progettazione partecipata. La mattinata, con i progettisti e amministratori che hanno incontrato i settori della amministrazione che si devono coordinare nella loro azione per il progetto di riqualificazione. Il pomeriggio, sempre con i progettisti, che hanno incontrato numerose associazioni sportive e culturali; ma anche enti istituzionali come la scuola, le parrocchie con le loro associazioni di Scouts e Azione Cattolica. Il risultato più incoraggiante, per andare avanti con i laboratori, lo hanno fornito i cittadini dell'area bersaglio individuata di massima dalla amministrazione, ma da definire in dettaglio con la partecipazione attiva dei cittadini. Erano davvero tanti e hanno costretto gli organizzatori a trasferirsi, con quella che era diventata una vera assemblea, nella sala consiliare, attigua a quella della biblioteca inizialmente utilizzata, ma ormai divenuta angusta.

Perché tanto interesse e partecipazione? Va detto anzitutto che, con questo primo Bando di riqualificazione integrata dei quartieri, indirizzato dal nuovo esecutivo della Regione Puglia ai comuni pugliesi, si è sottolineata l'importanza degli spazi da aprire alla cittadinanza per una reale e fattiva partecipazione; tali spazi e momenti partecipativi vanno pubblicizzati, documentati e, dei risultai conseguiti, dovrà essere "traccia" reale nelle scelte progettuali che, come sintesi di tante operazioni, vanno presentati alla stessa regione entro, il 3 aprile prossimo. Se tutto questo percorso verrà seguito concretamente, i comuni più attenti alla partecipazione democratica avviata riceveranno dei punteggi di merito, che permetteranno ai loro progetti di guadagnare posti nella graduatoria definitiva, anche in concorrenza con i "grossi" comuni, capoluoghi compresi, che non si saranno attivati nel solco voluto dalla regione e indicato chiaramente dal bando; le risorse da assegnare, infatti, ammontano a soli 82 milioni di Euro. Vi è però un secondo fattore che può spiegare tanta partecipazione e l'attivismo dei comuni. Il quartiere bersaglio individuato da ogni comune, presenta in alcuni casi, oltre allo squallore tipico di un quartiere degradato, che necessita di urgente riqualificazione, tesori di storia e dei veri e propri giacimenti archeologici, che possono fare intravedere ai progettisti un ribaltamento del rapporto tra l'intera città consolidata e il quartiere da riqualificare, a volte centro storico, il più delle volte periferia anonima, quasi dimenticata dagli altri cittadini; e comunque, poco conosciuta, ai più.

A Veglie, per tornare al pese da cui siamo partiti, l'area proposta al dibattito per la riqualificazione, corrisponde a quella compresa tra l'ex convento francescano da poco restaurato, le case popolari di via Istria e la strada per Monteruga, dove sorge la caserma dei carabinieri. I cittadini residenti, informati man mano sulla scoperta di numerose cripte di periodo basiliano, effettuata di recente, che a volte hanno riconosciuto in "quella" cavità che sorge nel proprio giardino una'altra cripta, hanno capito che oggi hanno la realistica occasione di vedersi inseriti in un quartiere, non solo riqualificato, ma più interessante degli altri, con più occasioni anche economiche che si offrono rispetto a quelli tradizionali, e ce la stanno mettendo tutta, proponendosi quali partners del comune nella formulazione del Pirp: insomma una sorta di "azionariato" diffuso che, nello spirito del bando regionale, dovrebbe ricevere apprezzamenti e punti in graduatoria.

Salvatore Favale

(di seguito alcuni interventi dal Forum del sito della Regione Puglia)

Discussione proposta da:

«architetto giancarlo mastrovito
Gio, 25 Gennaio 2007 @ 11:57

 
La cuccagna degli incarichi PIRP

Si sta assistendo, in questo ultimo periodo, ad una uscita di avvisi pubblici con cui i comuni chiedono assistenza tecnica specialistica (urbanistico-amministrativa e talvolta sociologica) mettendo a disposizione onorari professionali ridicoli e tempi assolutamente inadeguati per la complessità della elaborazione dei PIRP.
Ho la sensazione che le comunità locali non abbiamo ben compreso quanto tali percorsi ammnistrativi, così importanti e strategici per la riqualificazione delle città e per il coinvolgimento degli abitanti, hanno necessità di onorari professionali e di tempi adeguati.
Faccio degli esempi.
Monteparano (TA) mette a gara un PIRP con 1.000,00 euro onnicomprensivo di Iva Inarcassa e spese, Palagiano (Ta) mette a disposizione un incarico di 10.000,00 euro da affidare al miglior offerente a ribasso, sempre tutto onnicomprensivo di Iva, Inarcassa e spese!
Ce ne sono tanti altri.
Come si fa a perseguire la qualità!

 

Risposta di:

Salvatore Favale
Ven, 26 Gennaio 2007 @ 00:41


R.: la cuccagna degli incarichi PIRP

Caro Giancarlo,
mi rivolgo a te dandoti del tu. Siamo colleghi e con una certa differenza di età; io sono tra i fondatori del nostro Ordine provinciale. Sto coordinando per un comune della provincia di Lecce la formazione del PIRP. A dire il vero, io, di un provvedimento simile, parlavo agli amministratori già prima della emanazione del Bando e avevo accettato una convenzione proprio per la programmazione e la promozione del loro teritorio. Il fatto nuovo con cui ci stiamo confrontando è la partecipazione della cosiddetta cittadinanza attiva: per costruire un percorso accetabile però, ci vorrebbe tanto tempo, tanto denaro e la collaborazione di colleghi di altre discipline, specializzati in questo approccio che per noi è nuovo ma che tale non è per altre zone d'Italia.Grazie all'impegno e agli sforzi profusi dall'assessore Prof. Angela Barbanente e del suo collega Minervini, abbiamo avuto modo di toccare con mano il lavoro svolto da regioni e città più avanzate. Allora anche io, dopo avere chiesto al mio Comune una delega di coordinatore unico, ho programmato la costituzione di un gruppo interdisciplinare. Primo e vero problema, quello della gelosia del collega incaricato di questo o quell'altro ufficio che, canditamente, confessava di non conoscere bene il Bando ma che voleva passare, subito, a onerosi incarichi professionali esterni. Io, invece, sia pure a costo di enormi sacrifici, ho ottenuto che si convincesse da solo del fatto di non essere l'uomo giusto al posto giusto e, piano piano, sto ottenedo il risultato: la formazione di un gruppo con ecomomisti, sociologi, specialisti di scienze politiche e tecnici come noi. Ai colleghi però va spiegato, atraverso un bando molto onesto, che le risorse dei comuni, specialmente se di piccole dimensioni, non possono superare 10-15.000 Euro. Si impegnino e, se stanno seguendo il dibattito, sapranno che alla fine del percorso-progetto, se hanno lavorato bene, specialmente con la gente del quartiere, saranno ritenuti meritevoli e, ancorchè non possano conseguire tutti l'auspicato finaziamentio regionale, avranno davanti a loro e al LORO quartiere da riqualificare, sei anni di finaziamenti possibili con i prossimi fondi strutturali 2007-2013. L'altro problema è costituito dal fatto che, prima di tutti, gli amministratori devono capire che non serve il solito architetto o ingenere bravo - e noi siamo tutti bravi - ma devono partire dalla gente, dal contatto con gli abitanti, aiutati da veri specialisti e non da semplici aspiranti sociologi, perché la gente di questi quartieri ha poca propensione al dialogo, non ci crede più, proprio perchè vive in un quartiere poco vivibile e nessuno ha risolto, fino a questo momento,il loro problema. Mi dispiace non poterti invitare a lavorare con me, perché il tempo sta volgendo veramente al termine: vedo che tu, a differenza di chi sta collezionando incarichi e non sta programmando alcuna partecipazione attiva dei cittadini, hai le idee chiare. Il mio intervento era finalizzato a farti comprendere come quella del PIRP è - a mio modesto avviso - una specie di "avventura della prima volta" che vale la pena di essere vissuta perché i nostri amministratori comprendano che, da oggi in avanti, il territorio si programma e si progetta così, con piani integrati e partecipati. Continuiamo a scrivere sul Forum, che alcuni di noi hanno chiesto alla Dott. Sasso, che personalmente ringrazio, e che alla fine è arrivato. Potrei concludere dicendo che adesso siamo messi tutti alla pari per partire: purtroppo abbiamo dovuto avviare il viaggio prima, imparando durante il percorso. E' stato però entusiasmante. Alla fine la verità emergerà anche dai progetti, dalle "carte" di accompagnamento, alle solite planimetrie a colori, che mancheranno nei comuni che, a ribasso, hanno voluto fare finta di organizzare la partecipazione e che, alla fine, non riusciranno a dimostrarla, mettendosi da soli fuori gioco.
Alla prossima e non disperare. Ad maiora
Salvatore Favale
 

(di seguito uno stralcio di un intervento dell'architetto Nicolangelo Barletti sui PIRP tratto dal Nuovo Quotidiano di Puglia di Mercoledì 21 febbraio 2007)

Secondo l'architetto Nicolangelo Barletti i nuovi interventi dovranno servire a recuperare anche una marginalità sociale

«Iniziative valide, ma il coinvolgimento dei cittadini deve essere vero»

«Questi programmi sono iniziative interessanti della Regione, c'è già il bando e i Comuni si stanno attrezzando, concorrendo all'assegnazione delle risorse. L'interesse vero, però, è sulla formula dell'intervento, perché non si tratta più e soltanto di finanziare un'opera pubblica, ma di finanziare sistemi, programmi integrati che recuperino una marginalità non solo urbanistica, ma anche sociale».

A prendere la parola sui Pirp è l'architetto Nicolangelo Barletti, che sottolinea: «Molte periferie sono abitate e in conseguenza del loro degrado, della loro mancanza di servizi non favoriscono il rinsaldamento dei legami sociali, ma l'esclusione, la devianza, l'impoverimento del senso della comunità. Quindi, queste sono iniziative molto valide, speriamo solo che vengano organizzate come si deve».

E aggiunge: «La cosa fondamenta è che vengano fatte coinvolgendo le popolazioni interessate, quello che voglio dire è che il coinvolgimento degli abitanti non deve essere solo di facciata, ma attraverso l'ascolto reale dei bisogni e non semplicemente per far finta di ratificare scelte già prese. Occorre sentire la cittadinanza attiva - incalza Barletti - quella che si organizza in associazioni, gli imprenditori, gli investitori, chi mette a frutto il denaro e le risorse».

[ * * * ]

Solo così si potranno fare interventi che serviranno a riqualificare anche dal punto di vista sociale le periferie. Bisogna partire da un'idea e poi costruirci attorno un mosaico».

M.C.M.