Articoli e Commenti sui PIRP

articolo da
La
Gazzetta del Mezzogiorno
di mercoledì 12 novembre 2008 a firma di Katia
Manca
Diventa una certezza il piano d'intervento per
il quartiere "San Francesco"
La periferia più vicina alla città grazie al
finanziamento dei Pirp
VEGLIE - Il quartiere
periferico "San Francesco" cambia veste
grazie ai "Programmi integrati di
riqualificazione delle periferie (Pirp).
«Dopo l'ufficializzazione della
graduatoria provvisoria per il
finanziamento dei Pirp, approvata dalla
Giunta Regionale - dichiara il primo
cittadino Fernando Fai - è divenuta
certezza la possibilità di realizzare il
progetto di due milioni di euro sul
nuovo piano di sviluppo e di
rigenerazione urbanistica ed ambientale
del quartiere periferico "Sari
Francesco". Gli interventi -continua il
sindaco - che saranno realizzati su
un'area di 34,36 ettari, trasformeranno
il quartiere rendendolo non più
"isolato" rispetto al resto del centro
abitato, ma perfettamente integrato e,
al contempo, funzionale rispetto alle
dinamiche di valorizzazione delle
potenzialità sociali, culturali ed
economiche dell'intera comunità».
L'area interessata racchiude le zone di
via Pescara e via Cavalcanti, via per
Monteruga, via vicinale Portoncelli ed
infine via Convento. Nello specifico le
principali opere previste: costruzione
di due palazzine, dotate di impianti
fotovoltaici, a due piani, più un piano
interrato (i piani interrati saranno
destinati a box-garage; i piani terra a
due alloggi per disabili e ad ambienti
per attività extra residenziali; i primi
piani sono destinati a quattro alloggi
di edilizia residenziale pubblica);
opere di urbanizzazione primaria; lavori
di manutenzione straordinaria dei vecchi
alloggi dell'Istituto Autonomo Case
Popolari (lacp) delle palazzine di via
Istria e di via Di Vittorio (da
realizzare attraverso cofinanziamento
dello lacp per 200mila euro e del Comune
per 95mila euro); bar-ristoro con
annessa area giochi per bambini e
anziani (da realizzare con finanziamento
privato di 65mila euro); impianto
sportivo completo di due campetti di
calcio, di spogliatoi e servizi igienici
(finanziamento a carico di soggetto
privato proprietario dell'area).
Katia Manca

articolo dal
quotidiano del mattino
"il Paese
Nuovo" di
domenica 18 marzo 2007 a firma Salvatore Favale
PIRP - Un nuovo rinvio per sostenere i comuni
volenterosi?
In un una nota pubblicata domenica 4
marzo sul nostro giornale, evidenziavamo
la necessità che il percorso del Pirp
Puglia, in scadenza il 3 aprile
prossimo, avesse potuto disporre di un
ufficio di regia tecnica e assistenza
per i Comuni, fino alla consegna delle
proposte. Sembra quasi che a Bari
abbiamo letto il nostro articolo perché
è subito giunta, un po’ inaspettato, un
invito rivolto ai comuni pugliesi, ai
loro dirigenti e ai responsabili dei
settori sportivi e di servizio sociale,
per partecipare, venerdì 17 marzo, a un
incontro pubblico relativo alla
attivazione degli spazi sportivi
all’interno dei Pirp.
L’incontro è stato promosso
dall’assessorato regionale alla
Trasparenza e Cittadinanza attiva; oltre
all’assessore al ramo, Prof. Guglielmo
Minervini, partecipa l’assessore
all’assetto del territorio. Prof.ssa
Angela Barbanente, il presidente del
CONI Puglia, Elio Sannicandro,
accompagnato da un esperto del Centro
studi del Coni di Roma; partecipa
inoltre il Prof. Franco Chiarello,
sociologo dell’Università di Bari.
L’occasione è ghiotta per cercare di
sciogliere i nodi che si sono trovati
davanti i progettisti dei vari comuni,
quando hanno programmato di
riqualificare tante squallide periferie
con verde connettivo e attivazione di
spazi sportivi.
Purtroppo non è stato utilizzato appieno
il sito creato e messo a disposizione
dalla regione per far parlare tra di
loro i vari attori del proposte, cioè i
comuni e i loro progettisti. Abbiamo
comunque potuto apprendere di alcune
“denunce” circa il metodo sbrigativo,
certamente non aperto seriamente alla
partecipazione, seguito da alcuni enti
locali, ma è mancato, o è stato molto
poco sviluppato, lo scambio di
informazioni sui punti “critici” del
Bando. Evidentemente si ha paura di
mettere in piazza i problemi, confidando
nella sorte benevola che permetta al
proprio comune e/o al proprio progetto
di essere comunque sostenuto da un
punteggio che lo inserisca tra i
vincitori del bando.
Ultimo problema, che sta pesando come
una cappa anche sui comuni che hanno
attivato una reale partecipazione dei
cittadini, per tentare di condividere
con loro, abitanti del quartiere, le
scelte progettuali di riqualificazione,
i tempi amministrativi. Altro che
burocrazia francese importata in Italia
da Napoleone! Da noi, fatta eccezione
per alcuni comuni che sono da invidiare,
la cosiddetta burocrazia, quando non
frena i processi di avanzamento civile,
non li aiuta; quindi i tempi per ogni
deliberazione si allungano e la fatidica
data del 3 aprile sta arrivando. La
Giunta Regionale dovrebbe varare un
provvedimento chiesto dalla varie
associazioni, Anci Puglia in testa, per
un breve rinvio che permetta ai comuni
che hanno lavorata sui Pirp e sui
processi di partecipazione, di chiuderli
in maniera corretta e dignitosa; e
questo sia per evitare che una
distrazione dovuta alla fretta faccia
perder preziosi punti di qualificazione,
sia per spingere ancora di più sulle
forme di partecipazione dei cittadini,
che devono andare oltre la fase
progettuale, e oltre quella realizzativa
cui tutti aspirano, per accedere poi
alla fase partecipativa gestionale che
possa anche veder posti di lavoro creati
“in loco” per gli abitanti del
quartiere.
Veglie, uno dei comuni leccesi che tanto
si è impegnato e speso per un reale
processo partecipativo, chiude intanto
domenica 18 marzo le assemblee con gli
abitanti del quartiere, con una riunione
festosa presso la sala del complesso
Fiera, dove saranno proiettati documenti
sulla partecipazione, lavori e proposte
delle scuole e delle associazioni
culturali, e una prima sintesi delle
scelte condivise che, approvata dalla
Amministrazione Comune approderà a Bari
entro il 3 aprile….. o data successiva.
Salvatore Favale

articolo dal
quotidiano del mattino
"il Paese
Nuovo" di
martedì 6 marzo 2007 a firma Salvatore Favale
I Pirp e la scommessa vincente
La domanda su questo nuovo strumento
messo a disposizione dei Comuni pugliesi
dall'Ente Regione non deve suonare
strana; e cercheremo di spiegare il
perché. Sul tema, e su un altro
quotidiano pugliese, il 21 febbraio u.s.
ha argomentato un noto professionista
leccese, preoccupato del fatto che,
attraverso i PIRP, si stia procedendo
per un reale recupero della marginalità
sociale, con l'indispensabile e vero
coinvolgimento dei cittadini. Diciamo
subito che un buon professionista,
chiamato da un Ente locale a redigere un
programma integrato di riqualificazione
di una periferia - P.I.R.P. insomma -
deve sapere prospettare agli
amministratori tutte le difficoltà
del caso, sia pure ad un livello di
generalità, se non conosce a priori il
quartiere indicato. E gli amministratori
"volenterosi", che lo hanno chiamato e
incaricato di coordinare ogni iniziativa
utile a conseguire l'obiettivo, pensano,
nella generalità dei casi, a una forma
di progettazione nuova e indispensabile
per accedere ai finanziamenti regionali
e ai successivi fondi europei del
prossimo sessennio, ma pur sempre
incanalabile nei soliti sistemi. Partono
i lavori preparatori progettuali e di
partecipazione sociale, e fanno capolino
le prime gelosie "interne" dei vari
uffici, che temono di essere escluse
dalla divisione di chissà quale tesoro
ma coinvolti solo per fornire dati,
statistiche, documenti etc...
Ma c'è dell'altro. Se viene attuata
veramente la partecipazione della gente
insediata, si conseguono inevitabilmente
grandi soddisfazioni "politiche'",
intendendo l'aggettivo nel senso più
autentico. La gente non è stata quasi
mai invitata a partecipare veramente ad
un processo decisionale, dal momento
dell'invenzione a quello della gestione
della "cosa" e, appena si appropria del
concetto, da il meglio di se e partecipa
veramente. Sorgono però, lungo il
cammino, delle immancabili difficoltà
tecniche, non insuperabili, ma che
richiedono applicazione - anche dei
politici - tempo da spendere, soluzioni
da individuare e portare a compimento.
Si pensi al problema della
partecipazione di privati e cooperative
edilizie, quando mancano i suoli delle
167 o costano molto. I famosi uffici
"gelosi" cominciano a fare spallucce e
gli amministratori a indietreggiare
"spaventati" da questo strano nuovo
sistema che, fosse in loro,
riporterebbero subito alla vecchia
normalità del finanziamento, opera per
opera, con relativo incarico
professionale e cantiere, forse inutile,
ma subito aperto. Ci risulta che alcuni
comuni salentini, e non solo, che erano
partiti con buone intenzioni, si stanno
già ricredendo e rinunciando; senza
avere capito che al prossimo bando, le
modalità di accesso saranno le stesse,
perché ormai la filosofia della spesa
per gli interventi pubblici che
transitano dalla Regione Puglia, sarà
indirizzata sempre verso programmi
integrati; gli assessori regionali
lo hanno detto e ridetto ad ogni
occasione. Una critica però forse è
giusto muoverla pure al Bando così come
è stato formulato. Certamente sono
errori da ''prima volta" e, come tali,
accettabili e scusabili. Anzitutto, dopo
la meritoria opera di sensibilizzazione
effettuata in tutte le province
pugliesi, manca alla fine un ufficio di
"accompagnamento" alla progettazione sul
campo, quella vera; un ufficio con più
persone molto esperte e e qualificate
e non composto da dipendenti
appena assunti, presi a caso. E poi, la
prossima volta, forse sarebbe meglio
pensare ad una fase di sgrossatura
iniziale, con l'accoglimento di proposte
grafico-economiche di larga massima, ma
con tutti i problemi reali sul tappeto e
conclusi con la proposta progettuale e
il suo iter per giungere alla
conclusione. Su questa fase la Regione
potrebbe ammettere o meno alcune
proposte, senza graduatorie, e
finanziarne il passaggio al vero
progetto preliminare, con una qualche
forma di finanziamento di
incoraggiamento. Salvo poi a decidere
sull'ammissibilità finale, con relativa
graduatoria. La prima scrematura
avverrebbe dopo che il Comune si è posto
in sede progettuale i problemi veri del
"caso" e ha deciso se andare avanti o,
quantomeno, sapere dall'Ente superiore
se è fattibile il processo intrapreso
per il proprio comune e decidere di
conseguenza.
Per la partecipazione analizzata
dall'Architetto leccese, la stessa
dovrebbe essere una "conditio sine qua
non" perché il progetto venga ammesso
all'esame regionale e, di conseguenza,
assegnarle ben altra e rilevante
premialità, rispetto agli attuali 15
punti, rapportati ai 170 complessivi.
Altrimenti non si capirebbe tutto lo
sforzo organizzativo, umano ed economico
affrontato, d'intesa con l'assessore A.
Barbanente, dall'assessorato alla
Trasparenza e Cittadinanza attiva! 15
punti non valorizzano e non premiano
abbastanza la partecipazione della
cittadinanza attiva! La gente l'ha
saputa apprezzare e vivere come si sta
verificando nei comuni che la stanno
attuando come Veglie, Tricase ed altri.
Arch.
Salvatore Favale

articolo da
La
Gazzetta del Mezzogiorno
di venerdì 9 marzo 2007 a firma di k.m.
Riqualificazione periferica due incontri in via
d’Istria
VEGLIE - Continuano gli incontri tra
tecnici e cittadini per i programmi
integrati di riqualificazione delle
periferie. Il bando di riqualificazione
integrata dei quartieri, indirizzato
dalla Regione Puglia ai Comuni,
sottolinea l’importanza della
partecipazione degli abitanti,
finalizzata a garantire interventi che
rispondano ai loro bisogni, a
migliorarne la qualità della vita e la
sicurezza, specie con riferimento ai
bambini, agli anziani e ai diversamente
abili.
L’obiettivo dei Pirp è la promozione
della rigenerazione ecologica della
città, prevedendo azioni atte a
garantire il risparmio dell’uso delle
risorse naturali, il riuso delle aree
dimesse.
Nella cittadina, l’area individuata per
la riqualificazione è quella compresa
tra l’ex convento francescano, le case
popolari di via Istria e la strada per
Monteruga. «La zona scelta - dice
l’architetto Salvatore Favale,
componente dello staff del sindaco Fai,
coordinatore unico del progetto Pirp -
corrisponde ai requisiti del Bando:
un’area libera da costruzioni, ma
pregnante di significati culturali. E i
cittadini residenti, sono entusiasti
perché consapevoli che il progetto di
riqualificazione porterà grandi
benefici. Lo scopo è quello di costruire
un percorso insieme che si concluderà in
un progetto fisico, urbanistico,
edilizio e di servizi. Idee nuove per
grandi progetti».
I cittadini sono invitati a partecipare
agli incontri all’aperto che si terranno
nei pressi delle case popolari di via
Istria nella mattinata di oggi e di
domani, alle ore 11,30.
di k.m.

articolo dal
quotidiano del mattino
"il Paese
Nuovo" di
martedì 27 febbraio 2007 a firma Salvatore
Favale
Veglie e la progettazione partecipata per i Pirp
L'occasione ci viene fornita dai
comunicati emessi nelle ultime settimane
da numerose amministrazioni comunali del
Salento, tutte riguardanti il Pirp.
L'ultima, in ordine di tempo, la
leggiamo sul sito del Comune di Veglie.
L'intera giornata di venerdì 23 Febbraio
è stata dedicata, a Veglie, ai
Laboratori di Progettazione partecipata.
La mattinata, con i progettisti e
amministratori che hanno incontrato i
settori della amministrazione che si
devono coordinare nella loro azione per
il progetto di riqualificazione. Il
pomeriggio, sempre con i progettisti,
che hanno incontrato numerose
associazioni sportive e culturali; ma
anche enti istituzionali come la scuola,
le parrocchie con le loro associazioni
di Scouts e Azione Cattolica. Il
risultato più incoraggiante, per andare
avanti con i laboratori, lo hanno
fornito i cittadini dell'area bersaglio
individuata di massima dalla
amministrazione, ma da definire in
dettaglio con la partecipazione attiva
dei cittadini. Erano davvero tanti e
hanno costretto gli organizzatori a
trasferirsi, con quella che era
diventata una vera assemblea, nella sala
consiliare, attigua a quella della
biblioteca inizialmente utilizzata, ma
ormai divenuta angusta.
Perché
tanto interesse e partecipazione? Va
detto anzitutto che, con questo primo
Bando di riqualificazione integrata dei
quartieri, indirizzato dal nuovo
esecutivo della Regione Puglia ai comuni
pugliesi, si è sottolineata l'importanza
degli spazi da aprire alla cittadinanza
per una reale e fattiva partecipazione;
tali spazi e momenti partecipativi vanno
pubblicizzati, documentati e, dei
risultai conseguiti, dovrà essere
"traccia" reale nelle scelte progettuali
che, come sintesi di tante operazioni,
vanno presentati alla stessa regione
entro, il 3 aprile prossimo. Se tutto
questo percorso verrà seguito
concretamente, i comuni più attenti alla
partecipazione democratica avviata
riceveranno dei punteggi di merito, che
permetteranno ai loro progetti di
guadagnare posti nella graduatoria
definitiva, anche in concorrenza con i
"grossi" comuni, capoluoghi compresi,
che non si saranno attivati nel solco
voluto dalla regione e indicato
chiaramente dal bando; le risorse da
assegnare, infatti, ammontano a soli 82
milioni di Euro. Vi è però un secondo
fattore che può spiegare tanta
partecipazione e l'attivismo dei comuni.
Il quartiere bersaglio individuato da
ogni comune, presenta in alcuni casi,
oltre allo squallore tipico di un
quartiere degradato, che necessita di
urgente riqualificazione, tesori di
storia e dei veri e propri giacimenti
archeologici, che possono fare
intravedere ai progettisti un
ribaltamento del rapporto tra l'intera
città consolidata e il quartiere da
riqualificare, a volte centro storico,
il più delle volte periferia anonima,
quasi dimenticata dagli altri cittadini;
e comunque, poco conosciuta, ai più.
A Veglie,
per tornare al pese da cui siamo
partiti, l'area proposta al dibattito
per la riqualificazione, corrisponde a
quella compresa tra l'ex convento
francescano da poco restaurato, le case
popolari di via Istria e la strada per
Monteruga, dove sorge la caserma dei
carabinieri. I cittadini residenti,
informati man mano sulla scoperta di
numerose cripte di periodo basiliano,
effettuata di recente, che a volte hanno
riconosciuto in "quella" cavità che
sorge nel proprio giardino una'altra
cripta, hanno capito che oggi hanno la
realistica occasione di vedersi inseriti
in un quartiere, non solo riqualificato,
ma più interessante degli altri, con più
occasioni anche economiche che si
offrono rispetto a quelli tradizionali,
e ce la stanno mettendo tutta,
proponendosi quali partners del comune
nella formulazione del Pirp: insomma una
sorta di "azionariato" diffuso che,
nello spirito del bando regionale,
dovrebbe ricevere apprezzamenti e punti
in graduatoria.
Salvatore Favale

(di seguito
alcuni interventi dal Forum del sito della
Regione Puglia)
Discussione proposta da:
«architetto giancarlo mastrovito
Gio, 25 Gennaio 2007 @ 11:57
La cuccagna degli incarichi PIRP
Si sta
assistendo, in questo ultimo periodo, ad
una uscita di avvisi pubblici con cui i
comuni chiedono assistenza tecnica
specialistica (urbanistico-amministrativa
e talvolta sociologica) mettendo a
disposizione onorari professionali
ridicoli e tempi assolutamente
inadeguati per la complessità della
elaborazione dei PIRP.
Ho la sensazione che le comunità locali
non abbiamo ben compreso quanto tali
percorsi ammnistrativi, così importanti
e strategici per la riqualificazione
delle città e per il coinvolgimento
degli abitanti, hanno necessità di
onorari professionali e di tempi
adeguati.
Faccio degli esempi.
Monteparano (TA) mette a gara un PIRP
con 1.000,00 euro onnicomprensivo di Iva
Inarcassa e spese, Palagiano (Ta) mette
a disposizione un incarico di 10.000,00
euro da affidare al miglior offerente a
ribasso, sempre tutto onnicomprensivo di
Iva, Inarcassa e spese!
Ce ne sono tanti altri.
Come si fa a perseguire la qualità!
Risposta di:
Salvatore Favale
Ven, 26 Gennaio 2007 @ 00:41
R.: la cuccagna degli incarichi PIRP
Caro
Giancarlo,
mi rivolgo a te dandoti del tu. Siamo
colleghi e con una certa differenza di
età; io sono tra i fondatori del nostro
Ordine provinciale. Sto coordinando per
un comune della provincia di Lecce la
formazione del PIRP. A dire il vero, io,
di un provvedimento simile, parlavo agli
amministratori già prima della
emanazione del Bando e avevo accettato
una convenzione proprio per la
programmazione e la promozione del loro
teritorio. Il fatto nuovo con cui ci
stiamo confrontando è la partecipazione
della cosiddetta cittadinanza attiva:
per costruire un percorso accetabile
però, ci vorrebbe tanto tempo, tanto
denaro e la collaborazione di colleghi
di altre discipline, specializzati in
questo approccio che per noi è nuovo ma
che tale non è per altre zone d'Italia.Grazie
all'impegno e agli sforzi profusi
dall'assessore Prof. Angela Barbanente e
del suo collega Minervini, abbiamo avuto
modo di toccare con mano il lavoro
svolto da regioni e città più avanzate.
Allora anche io, dopo avere chiesto al
mio Comune una delega di coordinatore
unico, ho programmato la costituzione di
un gruppo interdisciplinare. Primo e
vero problema, quello della gelosia del
collega incaricato di questo o quell'altro
ufficio che, canditamente, confessava di
non conoscere bene il Bando ma che
voleva passare, subito, a onerosi
incarichi professionali esterni. Io,
invece, sia pure a costo di enormi
sacrifici, ho ottenuto che si
convincesse da solo del fatto di non
essere l'uomo giusto al posto giusto e,
piano piano, sto ottenedo il risultato:
la formazione di un gruppo con
ecomomisti, sociologi, specialisti di
scienze politiche e tecnici come noi. Ai
colleghi però va spiegato, atraverso un
bando molto onesto, che le risorse dei
comuni, specialmente se di piccole
dimensioni, non possono superare
10-15.000 Euro. Si impegnino e, se
stanno seguendo il dibattito, sapranno
che alla fine del percorso-progetto, se
hanno lavorato bene, specialmente con la
gente del quartiere, saranno ritenuti
meritevoli e, ancorchè non possano
conseguire tutti l'auspicato
finaziamentio regionale, avranno davanti
a loro e al LORO quartiere da
riqualificare, sei anni di finaziamenti
possibili con i prossimi fondi
strutturali 2007-2013. L'altro problema
è costituito dal fatto che, prima di
tutti, gli amministratori devono capire
che non serve il solito architetto o
ingenere bravo - e noi siamo tutti bravi
- ma devono partire dalla gente, dal
contatto con gli abitanti, aiutati da
veri specialisti e non da semplici
aspiranti sociologi, perché la gente di
questi quartieri ha poca propensione al
dialogo, non ci crede più, proprio
perchè vive in un quartiere poco
vivibile e nessuno ha risolto, fino a
questo momento,il loro problema. Mi
dispiace non poterti invitare a lavorare
con me, perché il tempo sta volgendo
veramente al termine: vedo che tu, a
differenza di chi sta collezionando
incarichi e non sta programmando alcuna
partecipazione attiva dei cittadini, hai
le idee chiare. Il mio intervento era
finalizzato a farti comprendere come
quella del PIRP è - a mio modesto avviso
- una specie di "avventura della prima
volta" che vale la pena di essere
vissuta perché i nostri amministratori
comprendano che, da oggi in avanti, il
territorio si programma e si progetta
così, con piani integrati e partecipati.
Continuiamo a scrivere sul Forum, che
alcuni di noi hanno chiesto alla Dott.
Sasso, che personalmente ringrazio, e
che alla fine è arrivato. Potrei
concludere dicendo che adesso siamo
messi tutti alla pari per partire:
purtroppo abbiamo dovuto avviare il
viaggio prima, imparando durante il
percorso. E' stato però entusiasmante.
Alla fine la verità emergerà anche dai
progetti, dalle "carte" di
accompagnamento, alle solite planimetrie
a colori, che mancheranno nei comuni
che, a ribasso, hanno voluto fare finta
di organizzare la partecipazione e che,
alla fine, non riusciranno a
dimostrarla, mettendosi da soli fuori
gioco.
Alla prossima e non disperare. Ad maiora
Salvatore Favale

(di seguito uno
stralcio di un intervento dell'architetto
Nicolangelo Barletti sui PIRP tratto dal Nuovo
Quotidiano di Puglia di Mercoledì 21 febbraio
2007)
Secondo
l'architetto Nicolangelo Barletti i nuovi
interventi dovranno servire a recuperare anche
una marginalità sociale
«Iniziative valide, ma il coinvolgimento dei
cittadini deve essere vero»
«Questi
programmi sono iniziative interessanti
della Regione, c'è già il bando e i
Comuni si stanno attrezzando,
concorrendo all'assegnazione delle
risorse. L'interesse vero, però, è sulla
formula dell'intervento, perché non si
tratta più e soltanto di finanziare
un'opera pubblica, ma di finanziare
sistemi, programmi integrati che
recuperino una marginalità non solo
urbanistica, ma anche sociale».
A
prendere la parola sui Pirp è
l'architetto Nicolangelo Barletti, che
sottolinea: «Molte periferie sono
abitate e in conseguenza del loro
degrado, della loro mancanza di servizi
non favoriscono il rinsaldamento dei
legami sociali, ma l'esclusione, la
devianza, l'impoverimento del senso
della comunità. Quindi, queste sono
iniziative molto valide, speriamo solo
che vengano organizzate come si deve».
E
aggiunge: «La cosa fondamenta è che
vengano fatte coinvolgendo le
popolazioni interessate, quello che
voglio dire è che il coinvolgimento
degli abitanti non deve essere solo di
facciata, ma attraverso l'ascolto reale
dei bisogni e non semplicemente per far
finta di ratificare scelte già prese.
Occorre sentire la cittadinanza attiva -
incalza Barletti - quella che si
organizza in associazioni, gli
imprenditori, gli investitori, chi mette
a frutto il denaro e le risorse».
[ * *
* ]
Solo così
si potranno fare interventi che
serviranno a riqualificare anche dal
punto di vista sociale le periferie.
Bisogna partire da un'idea e poi
costruirci attorno un mosaico».
M.C.M.